come deumidificare un ambiente

Come deumidificare un ambiente umido

L’umidità è uno dei nemici principali (se non il numero uno) di qualsiasi immobile, sia pubblico che privato, capace di rendere insalubre l’edificio e di danneggiarlo, con conseguenze negative anche per le persone che lo frequentano. Il modo migliore per contrastarla è la deumidificazione per ambienti. Vediamo come deumidificare una stanza, o anche un cantiere, e in quali casi il deumidificatore è sia utile che necessario.

A cosa serve la deumidificazione, di preciso?

La deumidificazione, svolta con deumidificatori professionali, ha lo scopo di asciugare superfici anche estese, in modo da evitare la formazione di muffa e problemi alla struttura dell’edificio: meglio prevenire che curare, come dice il detto, specialmente quando ad essere coinvolta non è solo la salute di un ambiente ma anche quella delle persone.

All’interno del campo idraulico, ma anche edilizio, la deumidificazione entra in gioco quando si tratta di:

  • posa di pavimenti e parquet
    In questo caso la deumidificazione si effettua prima della posa, garantendo un massetto asciutto. Per chi non lo sapesse, il massetto è quell’elemento che permette di livellare una superficie, ma anche di ripartire il carico degli elementi sovrastanti e, per appunto, ricevere la pavimentazione finale. Un massetto bagnato può impiegare anche più di 3 mesi per asciugarsi naturalmente (poi dipende dalla stagione, dallo spessore del massetto e da altri fattori). Per fortuna la deumidificazione viene in nostro soccorso, riducendo di molto i tempi di asciugatura del massetto.
  • perdite d’acqua dalle serpentine
    Il massetto è un componente che può preoccupare soprattutto coloro che decidono di installare un impianto di riscaldamento a pavimento, dato che contiene le serpentine che permettono la circolazione dell’acqua calda. In futuro potrebbero presentarsi perdite d’acqua proprio dalle serpentine, che di conseguenza andrebbero ad inumidire l’isolazione. Come asciugare il massetto, a quel punto? Tramite un macchinario specifico che ne permette l’essiccazione.
  • dopo aver scoperto una perdita d’acqua
    Grazie a diversi strumenti è possibile individuare una perdita d’acqua, anche senza rompere muri e pavimenti. Tuttavia, una volta trovato, individuato e riparato il danno, il rischio di umidità (e quindi anche di formazione di muffa) permane fino a quando non si interviene con una deumidificazione.
  • dopo un allagamento
    Abbiamo già visto come comportarsi in caso di allagamento e anche quali rischi comporta se non risolto a dovere. Oltre ad eliminare l’acqua di un locale allagato, è anche necessario procedere con la deumidificazione per asciugare in tempi brevi sia il pavimento che le pareti, onde evitare ulteriori disagi come scrostatura delle pareti, umidità di risalita e altri danni strutturali.
  • lavori di cantiere
    Per evitare ritardi e altri disagi, non è proprio possibile interrompere e chiudere un cantiere in caso di umidità, che in inverno è onnipresente e ci si può fare ben poco… A meno che non si decida di intervenire con un deumidificatore che asciughi in fretta tutte le superfici! La deumidificazione in cantiere permette di velocizzare le tempistiche dell’avanzare dei lavori. In casi come questo è anche possibile noleggiare dei deumidificatori professionali, semplici da utilizzare ma anche efficaci, in grado di raccogliere fino a 50 litri d’acqua il 24 ore in precise condizioni (30C / 80 RH).

Ma come deumidificare una stanza in modo professionale?

Prima di passare alla fase di asciugatura vera e propria, viene effettuato un altro passaggio: l’ispezione, che ha lo scopo di indagare i livelli di umidità presenti sulle superfici e di trovare la causa del danno. Uno dei sistemi più efficaci e meno invasivi di ispezione è la termocamera, uno strumento che permette di evidenziare le aree dove è presente acqua (ne abbiamo parlato in questo articolo, insieme ad altri strumenti). Apparecchi come questo sono l’ideale nei casi in cui oggetto dell’ispezione sia un massetto: grazie alla termocamera e ad altri strumenti professionali, non sarà necessario rompere il pavimento per intervenire.

Dopo aver effettuato la diagnosi ed eventuale risoluzione della problematica, si procede poi con la deumidificazione vera e propria, tenendo conto dei materiali che subiranno l’asciugatura (non tutti i materiali sono uguali) e la natura stessa dell’ambiente (ad esempio: la temperatura). Se necessario, i professionisti studiano per ogni superficie un diverso tipo di intervento, per garantire un’asciugatura efficiente.

Perché deumidificare quanto prima un locale

Molti dei rischi di un’eccessiva umidità sono risaputi, ma alcuni non sono poi così conosciuti. Tuttavia è importante tenerli a mente, per non prendere sottogamba l’intervento di un deumidificatore professionale. Infatti una mancata deumidificazione può portare a:

  • formazione di muffa
    “Muffa” è quasi sinonimo di “umidità” ed è una delle cause principali che rendono un ambiente malsano e non adatto per viverci. La muffa, infatti, non è solo sgradevole da vedere ma porta con sé altre conseguenze negative (approfondiamo il discorso in questo articolo), tra cui:
    • deterioramento di mobili e strutture in legno
    • cattivi odori
    • allergie
  • umidità di risalita
    Si ha l’umidità di risalita (chiamata anche “umidità ascendente”) quando è presente acqua al di sotto del pavimento (ad esempio in caso di massetto umido), che col tempo risale lungo i muri dell’abitazione, favorendo lo sviluppo di muffa e di macchie.
  • scrostamento delle superfici
    Cosa c’è di peggio della muffa e delle macchie sui muri? Lo scrostamento delle stesse, che danneggia la pittura e l’intonaco delle nostre pareti, rovinando per sempre l’atmosfera accogliente della nostra casa o del nostro ufficio.

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